larità assunte a tempo indeterminato nell’oggi blasfemo di ricordi desunti da suoni battenti non duole per nulla il pensiero disgiunto da quel che ero da quel che sarò in un tempo suddiviso in tre ottave di corsa arrivo alla pietra marmorea che fu quello che ora non sei margherite appassite da sostituire con plastica gialla non scolorita a che servono le tombe a che servono le bombe a che servono le trombe della banda comunale son rintocchi altri quelli che nutrono all’unisono ogni parte di un essere messo in disparte silenzio e raffiche avvolgono di lapislazzuli i rimpianti e ricordi di te si materializzano in lapilli di acquemarine sono rimasta senza la tua presenza e solo i tuoi occhi ora stanno incastonati nella mia anima come preziosità cosparse d’angoli acuti